Il formato RAW (dall'inglese="grezzo") è divenuto oramai lo standard per la fotografia digitale professionale, ma ancora oggi sono in molti a chiedersi le effettive potenzialità di questa modalità di registrazione che nasconde mille sfaccettature e che si è rivelato lo "strumento" perfetto per chi con il digitale ha fatto le proprie fortune. Il formato RAW consente di memorizzare i dati rilevati dalla fotocamera senza alcuna compressione, cosi come il sensore li cattura quando viene "inciso" dal fascio di luce che entra nella fotocamera al momento dello scatto (il file non viene elaborato da uno specifico algoritmo interno alla macchina che causerebbe una perdita di informazioni).
Uno dei principali vantaggi di questo formato è dato dalla capacità di memorizzare una grande quantità di dati, sfruttando a pieno le potenzialità del sensore. Si può lavorare con 14 bit per canale nelle reflex più moderne che, tradotto, significa maggiori dettagli nelle nostre foto (il formato Jpeg supporta al massimo 8 bit per canale).
Altra particolare non indifferente è dato dal fatto che in postproduzione, con specifici software spesso forniti gratuitamente con la nostra reflex, possiamo effettuare correzioni mirate e reversibili su alcuni parametri della foto (esposizione, temperatura colore, bilanciamento del bianco, ecc..) senza danneggiare con perdita di informazioni il file originale. Ad oggi però non esiste uno standard ben preciso e delineato sul negativo digitale, anche se qualcosa si sta muovendo con il formato DNG sviluppato da Adobe. Ogni casa produttrice infatti ha un suo formato raw "proprietario": .cr2 (Canon); .nef (Nikon) .arw (Sony); .pef(Pentax); .dcr (Kodak); .orf (Olympus).
Da ciò si evince che il classico formato .jpg si presta egregiamente al salvataggio delle nostre fotografie per i più svariati utilizzi, in particolare quando si richiede velocità e semplicità nell'archiviazione ed elaborazione delle immagini, mentre conviene utilizzare il formato RAW quando si pretende di avere la massima resa dalle nostre foto, avendo a disposizione schede di memoria capienti (nelle più moderne reflex un file raw può arrivare a pesare anche 25 Mb), del tempo da spendere nell'attività di elaborazione delle singole immagini e soprattutto avere un bagaglio tecnico tale da padroneggiare un software di postproduzione per ottenere il massimo dei risultati.
- Suicidio alla FoxConn. E il movente è un prototipo di iPhone...
- Arriva il brevetto dei chioschi per le iTunes Card personalizzate
- VideoGuida: abilitare le Emoji su iPhone (senza Jailbreak)
- Guida a tutte le opzioni di boot di tutti i Mac Intel
- iTunes 9: blu-ray e gestione visuale delle applicazioni iPhone
- Buon ferragosto a tutti gli utenti di SpazioMac








